Attraverso lo Specchio

Avventure di due viaggiatori erranti nel regno di Oz

Argomento ‘Fab blog

Something to remember







Ciao!

Deb e Fabri

Cazza la randa!

Anche questa è Australia, anzi: nel dettaglio è Sydney!

Vai una mattina dal dottore a fare una visita, e il giorno dopo ti trovi sulla sua barca a vela… una ventina di metri,  a spanne!

L’harbour -che ci piace considerare una specie di fiordo- di Sydney è probabilmente tra i porti naturali più belli del mondo, e come conseguenza una delle cose più popolari nei weekend di sole, è farsi un giro in barca! Si tratta di un pezzetto di mare così chiuso che anche se soffrite il mal di mare come me l’unico momento di noia è quando vi sorpassa un qualche “ferry”, i bus d’acqua che portano in giro pendolari e turisti!

Molto ma molto carino, specialmente sotto Natale quando si da il via alla gare di vela “Sydney to Hobart”, Hobart è la capitale della Tasmania, poco a sud di Melbourne, e molto distante da qualunque cosa vi venga in mente quando pensate “Australia”!!

Ma di quella parleremo a tempo debito! A presto!

Ps. Siamo pieni di buoni propositi e questa era una di quelle cose che Deb ha nominato nel post di Natale. Un passo alla volta…

Stasera Coccodrillo!!

Una delle cose belle di vivere in un mondo fatto di contaminazioni culturali è sedersi a tavola e trovare una sorpresa nuova ogni sera… e stasera… Coccodrillo!

Una bestia strana, alla vista non diversa a un pollo, ma la consistenza tradisce la muscolatura forte di un predatore!
Va marinato in papaya -credeteci o no- perché altrimenti diventa duro come il legno, ci dicono… e comunque la storia della papaya pare funzioni in generale per ammorbidire qualsiasi tipo di carne. Poi trovare una buona ricetta per un ossobuco alla papaya è un problema che risolveremo un’altra volta!

Qui c’è una azienda agricola che -ci piace immaginare- coltiva grano da dare alle mucche, e poi alleva mucche da dare ai coccodrilli, e sono talmente specializzati e fanno talmente le cose sul serio che c’hanno perfino la lista dei tagli!!!

From australiancrocodile.com

La coda è il taglio più figo di tutti, come vedete qui sopra, e infatti noi è l’unico che abbiamo mai provato, perché va bene tutto, ma a un carrè di costolette di crocco, o uno spezzatino in umido non siamo pronti neanche noi!!

Dunque prendete il vostro filetto, tagliatelo a tocchetti, impanate e friggete, con contorno di patate (fritte, per non tradire la vena trash!) -papaya- e maionese: da provare!!! Ma se siete stanche del -ehm…- “solito” piatto, su australiancrocodile.com trovate anche un ricettario completo!!

Alla prossima!

Aoteaora – New Zealand

Nuova Zelanda signori, nel caso vi foste persi la scorsa puntata! E -per inciso- in quel caso vi suggerisco di recuperarla perché c’è dell’interessante!!

Innanzitutto siamo andati laggiù perché volevamo finalizzare il nostro visto per diventare residenti permanenti di questo pazzo mondo australe, non avevamo molta scelta, e comunque volevamo andarci prima o poi, quindi ecco qui: detto, fatto!

Aotearoa, per i più curiosi, è una parola Maori, che significa “isola della grande nuvola bianca”. Originariamente era riferito all’isola del Nord, poi è andata a finire che gli ha preso la mano ed ora ci chiamano tutto il Paese. Noi però siamo stati solo nell’isola del Sud, quella più spettacolare, con i fiordi, le montagne, i laghi e tutto il resto. Non ricordiamo come si chiamasse in Maori, ma stando alla nostra esperienza “isola della grande-grande nuvola grigia-tendente-al-nero” potrebbe essere appropriato!

Poi ci hanno detto… “that’s New Zealand, baby!” …che vuoi farci!
Abbiamo una serie meravigliosa di fotografie da mostrarvi però…  cominciamo subito dal Mount Cook, in un raro momento di cielo azzurro!

E poiché -come dicevamo nel post precedente- i kiwi son gente pazza, andare nella loro terra significa anche adattarsi ai loro usi e costumi, quindi abbiamo deciso di fare del rafting… foto? Siete impazziti! Buttare via la nostra macchinetta adorata a forza di schizzi e immersioni non era nei programmi: pazzi sì, ma con giudizio!!
Sapete, in questa terra grande esattamente metà Italia, ci vivono circa 1 milione di persone, e così capita di trovarsi di fronte a situazioni improbabili! Volete qualche esempio, eh?!
Allora eccoci qui… viè mai capitato in giro su una statale con limiti di velocità da 100km/h, di vedere tutt’a un tratto un cartello che vi informa dell’approssimarsi di un ponte a senso unico alternato?

...e questo è nulla, confronto a quello in cui passavano anche i treni e le biciclette... tutto nella stessa corsia!

E di fare 300km per girare intorno a un lago perché nessuno si è mai messo a fare la strada che gira intorno a una collinetta da 30km?

E di non poter visitare che una frazione di uno dei posti potenzialmente più meravigliosi della terra perché non ci sono ancora strade, imbarcazioni, o altri mezzi in generale che permettano un itinerario turistico altro che “cammina”? Per giorni, settimane…!!

Ecco, la Nuova Zelanda è tutto questo: un posto meraviglioso perché ancora non sono arrivati bipedi a rovinarlo, un posto tra i più incontaminati, eppure raggiungibile, un posto dove vedere una montagna può sorprendere non tanto per la montagna -bellissima- in sé e per sé, ma perché ovunque l’occhio deciderà di spaziare, non troverà traccia di una costruzione, una strada, un palo della luce, nulla!

E allora, se un giorno decideste di andare in questa terra, andateci pronti a viverla per quello che è: una terra da godere in solitudine. Svegliatevi all’alba e fate le escursioni quando ancora tutti dormono, ascoltate il silenzio del vento tra la foresta pluviale, la neve che si stacca dalle cime, i kea che gracchiano, e il vostro respiro che si affanna un pochetto! Però, credeteci sulla parola, i kiwi -non i frutti, né i neozelandesi umani- non datevi la pena di cercarli! Sono animali notturni, bestiole fragili grandi più o meno come polli, forse meno facili da trovare dei troll in Norvegia, tanto vale lasciar stare! Andate a cercarli negli zoo se proprio volete, oppure godetevi questo filmatino adorabile, che già postammo tanto tempo fa!!

Ciaooooo!!!!

Adrenalin Forest!

 

Cos’è questo?! La mappa dei percorsi della Adrenalin Forest di Christchurch, New Zealand!

Dovete sapere che i NeoZelandesi -”kiwi” per gli amici- sono dei pazzi scatenati in cerca di follie da compiere, tanto che la ridente cittadella di Quenstown è considerata talvolta una specie di capitale mondiale degli sport estremi: dal paracadutismo, al bungee jumping, al rafting, e via così!
Come ciliegina sulla torta, abbiamo trovato questa foresta attrezzata a giardini ricreativi per giovani aspiranti Tarzan! Non avendo molto altro in programma per il pomeriggio abbiamo deciso di avventurarci… purtroppo abbiamo poche foto, ma sono a vostra disposizione… cliccate per vederle in grande e capire…!

…e poi arriviamo noi…

Questa è la parte facile naturalmente, la parte difficile la potete cercare nel loro sito… http://www.adrenalin-forest.co.nz/

Ora prima di chiudere ho una domanda per voi: quante delle vostre mamme a 8 anni vi avrebbero mandati senza supervisione a camminare su delle funi a 7m dal suolo?! Beh, le mamme neozelandesi non solo mandano i pargoli, ma oltre tutto spronano anche i più insicuri a non fare la figura dei fifoni… sono solo 7 metri in fondo!!

Per tutto quello che avete sempre voluto sapere e non avete mai osato chiedere sulla terra dei kiwi, state tonnati che torneremo presto con un mare di foto e racconti!!

Vi salutiamo con quest’ultima foto… non siamo noi, perfortunapurtroppo!!!

 

Rosso

È capitato un po’ a tutti di svegliarci una mattina verso le 6 e qualcosa e pensare… oibò, oggi il cielo mi pare rosso!

La risposta più naturale probabilmente è quella di alzarsi, prendere la macchina fotografica, aprire la finestra e… iniziare a tossire!

Poi probabilmente avrete trovato il tavolo coperto di un sottile strato di terra percettibile solo al tatto, e avete acceso la tv per sentire il telegiornale che raccontava di una tempesta di polvere abbatutasi sulla città nottetempo… e immagini di gente che va a lavoro con la sciarpa sul naso,macchine intasate nel traffico, e cronisti con la voce rauca…

Non vi è mai capitato?!! Uhm… volete dirci che davvero non siete mai stati a Sydney il 23 Settembre del 2009?! No, perché altrimenti sapreste di cosa parliamo…

È stata solo una giornata di ordinaria follia nel regno di Sydney, appena usciti per andare a lavoro ce ne siamo accorti meglio di quanto qualsiasi telegiornale potesse raccontare!

…macchine coperte di rosso, la terra nel naso e fin giù nella gola e quel fastidio ruvido sul palato… niente autobus naturamlente, ospedali invasi dagli asmatici, incidenti d’auto -perché qui c’è anche chi non aveva mai visto la nebbia prima- e naturalmente il tg che ripeteva con un pochino di amore per il dramma di “non fare esercizio outdoor…” come se per andare in ufficio ci fossero tutte le alternative del mondo!
In un giorno così alle volte mi consola sapere che non è solo il belpaese a fare tilt… quindi diciamo solo che molta gente non ha avuto molta scelta, ed ha finito per …beh, godersi una bella passeggiata all’aria aperta!!

Queste foto non sono ritoccate, è semplicemente così che la città appariva dall’alba fino a circa le 7am. Pensavamo un po’ tutti che ci avessero teletrasportati in mezzo all’Outback nottetempo, ma poi  nel corso della giornata le cose sono andate a migliorare sempre più, e così già il mattino seguente ci siamo svegliati con la consolante certezza che la città fosse stata rimessa al suo posto: in riva ad un meraviglioso oceano, con cielo azzurro,  uno degli harbour più belli del mondo, palme lussureggianti ed un meraviglioso tepore primaverile da 23°C!

Vi lasciamo con una foto di periferia che ci pareva più bella di altre! Alla prossima!!

The book is on the table

Ve la ricordate la prima lezione d’Inglese? Ah… “the book is on the table”, “what’s your name?”, “I like cars” e roba del genere… fantastico!

Ebbene, chi lo avrebbe mai detto che con tutta probabilità quella è anche una lezione di inglese per inglesi? Con qualche differenza… ad esempio che agli inglesi lasciano la libertà di scrivere in termini fonetici perché altrimenti è troppo difficile… roba tipo “da buk is on da table” “uot’s ur name?” “I like cars” (beh, questo non cambia!).

Ma che c’entra tutto questo con noi, è più che lecito chiedersi?!

Beh, mi presento: sono Fabrizio, e studio “Business Administration” a Sydney… ovvero, sono a tutti gli effetti uno studente Australiano!!!!
Sono certo che questa esperienza mi lascerà dosi infinite di saggezza tatuate nell’animo, ma per ora c’è solo molto di cui ridere e deridere, e perché non rendere partecipe anche mezza italia?!

Cominciamo dall’inizio dunque: perché?! Semplice: qualunque cittadino europeo (e non solo) di qualsiasi età che volesse migrare in Australia ha una via molto molto semplice e spregevole per farlo: pagare una scuola che dica “sì, sto tipo studia qui”, e nel giro di una settimana o due l’Australia rilascia un visto di durata variabile (2 anni nel mio caso) per venire in questo pazzo paese a testa sotto, studiare (oddio, studiare… ne parliamo dopo di questo!), e lavorare part time -cosa che di solito paga molto più di quanto ci si aspetta, al punto che stringendo un po’ noi anni fa per alcuni mesi siamo riusciti a campare in due con un solo lavoro part-time e l’affitto da pagare!

Ma non ho risposto alla domanda: perché?! Beh, visto quanto raccontato in “Noi e Ganesha“, ci trovavamo senza visto, e in qualche modo dovevamo pur tamponare questi pochi mesi mentre aspettiamo che si sistemino un paio di cose… detto fatto: sono diventato uno studente! …beh, diciamo… ehm… uno scolaro: facciamo così!

Seguo un corso post diploma, che se dovessi completare come da programma in due anni (non lo farò, niente paura!), mi darebbe diritto a una specie di diploma pre-universitario in Marketing riconosciuto a livello nazionale che probabilmente potrei fare riconoscere anche in Europa.

A parziale  discolpa del sistema scolastico Australiano, diciamo che questa scuola è un po’ una farsa: è praticamente fatta apposta per immigranti che vogliono un visto. Ciò non di meno, i diplomi che rilascia sono validi, quindi probabilmente stanno entro le norme dettate da un qualche ministero o saddio cosa!

E quindi, fiato alle trombe, cosa si studia in un corso post-diploma in Australia?! Tante cose, ma per ora io ho avuto il piacere di seguire 3 corsi.

  1. 4 ore alla settimana e per 9 settimane, imparo a… Battere a Macchina! Yes Sir! L’obiettivo dichiarato è di raggiungere 20 parole al minuto. Parole inglesi: corte! 3 secondi l’una. Fatevi un favore se state per fare il test: legatevi insieme il medio l’anulare e il mignolo di ogni mano, altrimenti è come sfidare a scacchi il vostro yorkshire!
  2. 4 ore alla settimana e per 9 settimane, seguo un corso che mi vale ben 2 moduli, mica bruscolini! Devo fare 13 moduli in 8 mesi, per la cronaca. Qui imparo a tenere una agenda di appuntamenti per -ad esempio- un dentista. E non solo! Imparo anche a chiedermi “Cosa voglio diventare da grande”, “Cosa non so fare per diventare quella roba lì”, e “Come posso imparare”… poi non imparo a rispondermi, ma si sa che le risposte sono per gli sciocchi: ai saggi interessano le domande!
  3. Qui esageriamo: 8 ore alla settimana e per le solite 9 settimane! Il corso in questione si pone l’obiettivo di farmi imparare niente poco di meno che a scrivere una paginetta di word su un argomento scelto dall’insegnante, e poi impaginarla come se dovesse andare su una brochure. Penserete che l’argomento è “Il marketing polidimensionale nell’era di internet, verso la domotica del futuro” (sì, mi sono mangiato il garzanti, e mi è rimasto pure un po’ sullo stomaco!), ma invece no, si tratta di fingere di intervistare uno studente della mia scuola sul perché ha scelto la mia scuola. Penserete anche che il professore sia un laureato di Harvard in Inglese arcaico e pretende che come minimo uno usi 300 parole in disuso o di etimologia sanscrita, ma invece abbiamo una disponibilissima ragazza di Taiwan con tanto make up e un inglese sgangherato, ma tanto gentile!

Cosa tutto questo abbia a che fare col Marketing mi è ancora ignoto, ma comincio a farmi un’idea di come riescano a farlo passare per “Business Administration”, nel modo almeno in cui la cosa viene intesa qui, che non ha niente a che vedere con amministratori delegati e simili. Si tratta, in sostanza, di fare un po’ di segretariato. Come questo possa essere un prerequisito per fare Marketing -di nuovo- non mi è chiaro!

Insomma, in una frase: avete sempre desiderato una laurea in Marketing ma non amate passare ore sui libri? VENITE IN AUSTRALIA!!!
Conoscerete un mare di gente da mezzo mondo -in particolare Europa, Medio Oriente, e Asia- andrete a fare surf nel weekend, lavorerete qualche ora qui e là, e svilupperete una invidiabile tolleranza alla birra!

Cercate sul web “Australian Student Visa” se siete interessati, e non fatevi spaventare da scritte rosse tipo “dovete frequentare corsi per almeno 20 ore alla settimana”… tutte balle, diciamo pure! E visto che ci siamo, se avete meno di trent’anni, date anche un’occhiata al “Working holiday Visa”… costa meno, potete lavorare a tempo pieno, e non dovrete neppure far finta di essere interessati al marketing!!!

Saluti, alla prossima!!

Il cielo di North Haven

Accidenti, è complicato iniziare a scrivere un post su una cosa del genere non avendo neanche una fotografia di supporto!

Il cielo di North Haven è un mezzo angoletto di paradiso… per me! Ne avevo avuto la percezione qualche mese fa ma la cosa non aveva potuto andare oltre un paio di giorni… ho pensato e ripensato a questa cosa per mesi, e poi finalmente mi sono deciso: sono andato a fare il brevetto di volo con parapendio!

L’australia -mi dicono- è un piccolo paradiso per aspiranti piloti di qualsivoglia  velivolo. In pratica per fare la patente per poter sedere ai comandi di un Cessna bastano poche decine di euro per ogni ora di lezione, e nel giro di qualche decina di ore di lezione si diventa piloti. Nel complesso il costo dovrebbe essere tale da giustificare di parecchio lo sbattimento di arrivare fin dall’europa apposta per conseguire il brevetto e poi tornare a casa!

Per quanto riguarda il parapendio forse non si riesce ad ammortizzare il costo dell’aereo, ma di sicuro se avete in mente di venire in Australia ed avete in mente di fare il brevetto di volo, unire le due cose potrebbe essere un’idea saggia… specie considerando che -ahinoi- il dollaro di qui al momento è in caduta libera al momento!

La farei volentieri finita con questo spot all’Australia, ma purtroppo per una volta non ho molti aneddoti di sana australianitudine da raccontarvi…però la buona notizia è che per via del maltempo (5 giorni su 9!) e di qualche incidente di percorso con i decolli   (ovvero: volo come un palloncino e atterro leggiadro come un fringuello, ma al momento di spiccare il volo tendo a farmi trascinare dal vento su e giù per le colline!), non ho potuto completare il brevetto, quindi tornerò lassù a dicembre e auspicabilmente potrò regalarvi qualche foto dal cielo di North Haven!

Direi che è ora di lasciarvi andare… però prima ho una piccola chicca: non c’entra quasi nulla, a parte il fatto che l’idea del parapendio dopo aver deambulato nella mia testa per decenni mi si è ripresentata di prepotenza proprio mentre ero in nuova zelanda! Ad ogni modo vorrei chiudere condividendo con voi questa breve animazione…

Sculpture by the sea

 Eccoci di nuovo qui!

L’attesa questa volta è stata dovuta ad un breve periodo di mia assenza… che per di più non ho potuto documentare con alcuna fotografia… sig! Scriverò al più presto poche righe più che altro per aggiornarvi su ciò che l’australia può offrire agli avventuosi vacanzieri, ma per le foto temo che dovrete aspettare un po’ di più… siete curiosi? Ottimo: obiettivo centrato!!!

Nel frattempo vi lasciamo con alcune immagini prese da “Sculpture by the sea“, una mostra che si tiene ogni primavera nella famosa Bondi Beach, e che avremmo dimenticato di visitare come ci succede fin troppo spesso con questo genere di cose… non fosse che fortunatamente il corriere della repubblica ci ha fatto da promemoria!

L’evento non è che sia del tutto imperdibile, diciamo piuttosto che è un modo simpatico di passare una domenica pomeriggio uggiosa!

Vi lasciamo alle immagini, senza dilungarci oltre, ma ricordate che la stessa cosa succede in alcune altre spiagge in giro per il mondo: chissà mai che un giorno sul bagnasciuga vi imbattiate in un signore verniciato, pensateci!!

Nudi alla meta!

Si chiama marketing credo, o “arte di fregare la gente”: di nudo non troverete nulla… era un modo di attirare la vostra attenzione!
Se state leggendo, ha funzionato!

Ad ogni modo ci siamo: vi porteremo alla meta con l’ultimo capitolo del nostro meraviglioso viaggio, ovvero da Cape Leveque a Broome. La vacanza è finita lì, e tutto sommato è stata anche una semifortuna: se fosse continuata altri due giorni avremmo rischiato di arrivare alla fine davvero in mutande!
Le disavventure iniziano durante la prima notte a Cape Leveque: il materasso -fedele compagno gonfiabile della vacanza- ha un microbuco o qualcosa del genere*, il che si traduce in una notte d’inferno, svegli e accompagnati da una persistente sensazione di “oddio sprofondo nel folto della foresta”! Continuiamo con l’antenna dell’auto che si stacca, il portellone posteriore che si incastra con conseguente blocco del frigorifero, una gomma bucata dopo 4600km, a 50km dalla meta… beh, non ricordo altro, ma diciamo che è stata una due giorni movimentata!
Chiuso il capitolo “sfighe”, passiamo a quanto di bello c’è in questo posto… anzi, inizio subito:

Un piccolo inciso: questo posto non è necessariamente più bello degli altri, è semplicemente molto più fotogenico! In particolare per chi -come noi- non possiede un’attrezzatura fotografica professionale.
Non vi tedio oltre, perché di Cape Leveque c’è poco da dire: comunità aborigena nel mezzo del niente, paradiso tropicale frequentato per lo più dai locali durante i weekend, ma chissà per quanto durerà! Tenetelo d’occhio, perché prima o poi ne sentirete parlare in una di quelle riviste patinate per ricconi… promesso!

Una curiosità: il viaggio da qui verso Broome è stato oggetto di poche fotografie, ma ci siamo fermati ad una delle tante “Pearl Farm” della zona, e ci hanno raccontato un sacco di cose, tra le quali una piccola chicca… la conferma a un sospetto che da tempo insidiava le nostre menti: senza le perle, i diamanti, lo sfruttamento del sottosuolo in generale, questo paese andrebbe effettivamente a rotoli, è supinamente accettato! Non ricordo quanti milioni di dollari ci hanno detto di pagare in tasse soltanto loro, ma si spiegano molte molte cose!

Eccoci a Broome dunque… una cittadella splendida dove fanno delle focaccine che sarebbero deliziose, se solo non le chiamassero così! Sono dei pagnottini ripieni, che della focaccia hanno poco, ma sono da provare! Poi c’è anche un sacco di arte aborigena lassù, e finalmente dopo anni, siamo riusciti a trovare un accordo su quale quadro comprare: ne compriamo due, uno lo scelgo io ed uno Deb… di meglio in tre anni non siamo riusciti a partorire!!! Ecco il mio, Deb deve ancora trovare quello che le si addice davvero…

 

Ma Broome è anche molto di più: splendide spiagge di nudisti in 4×4, nebbia al mattino, ristoranti gustosi, passeggiate sul lungomare, palme e mangrovie, alberghi lussuosi e soprattutto -dopo settimane di campeggio selvaggio e cibo in scatola- Broome è il primo avamposto della civiltà nordoccidentale australiana!

Infine… Broome è il posto dove andare per una cammellata al tramonto sul bagnasciuga! I cammelli in Australia furono importati molto tempo fa, e l’ambiente è per loro talmente favorevole che oggi il trend si è invertito, ed i migliori cammelli vengono venduti al medio oriente per le gare! Sia come sia, è stata proprio una serata carina… non dimenticatevi che se vivete a Sydney potete vedere soltanto l’alba sul mare, e per noi è stato così negli ultimi anni! Magari sembra sciocco, ma un tramonto così può essere a suo modo emozionante!

Prima di lasciare questo luogo ci siamo dati alla Yattafoto, una tradizione ormai!

…poco dopo eravamo sull’aereo, stanchi come non mai, ma assolutamente certi di avere aggiunto capitoli indimenticabili al libro delle nostre memorie!

È tempo di chiudere… state tonnati che ci sono due puntate fresche fresche già pronte per essere sfornate nei prossimi giorni!

F.

 

* …il microbuco si è richiuso qualche settimana dopo misteriosamente… abbiamo concluso fosse della sabbia nella valvola, ma accettiamo altre ipotesi, anche più fantasiose di questa se volete!