Attraverso lo Specchio

Avventure di due viaggiatori erranti nel regno di Oz

Argomento ‘Ricette

Stasera Coccodrillo!!

Una delle cose belle di vivere in un mondo fatto di contaminazioni culturali è sedersi a tavola e trovare una sorpresa nuova ogni sera… e stasera… Coccodrillo!

Una bestia strana, alla vista non diversa a un pollo, ma la consistenza tradisce la muscolatura forte di un predatore!
Va marinato in papaya -credeteci o no- perché altrimenti diventa duro come il legno, ci dicono… e comunque la storia della papaya pare funzioni in generale per ammorbidire qualsiasi tipo di carne. Poi trovare una buona ricetta per un ossobuco alla papaya è un problema che risolveremo un’altra volta!

Qui c’è una azienda agricola che -ci piace immaginare- coltiva grano da dare alle mucche, e poi alleva mucche da dare ai coccodrilli, e sono talmente specializzati e fanno talmente le cose sul serio che c’hanno perfino la lista dei tagli!!!

From australiancrocodile.com

La coda è il taglio più figo di tutti, come vedete qui sopra, e infatti noi è l’unico che abbiamo mai provato, perché va bene tutto, ma a un carrè di costolette di crocco, o uno spezzatino in umido non siamo pronti neanche noi!!

Dunque prendete il vostro filetto, tagliatelo a tocchetti, impanate e friggete, con contorno di patate (fritte, per non tradire la vena trash!) -papaya- e maionese: da provare!!! Ma se siete stanche del -ehm…- “solito” piatto, su australiancrocodile.com trovate anche un ricettario completo!!

Alla prossima!

Abbiamo un appuntamento annuale che ci piace rispettare. A me quanto meno, poi Fabri è una vittima sacrificale che trae solo benefici dalle mie fisse, però questa è una cosa carina da condividere anche con voi e quindi eccomi qui.

Ogni anno, diciamo intorno al 28 Marzo si svolge quella che in tutto il mondo è conosciuta come Earth Hour, per un’ora tutto si spegne, niente luci, niente elettrodomestici, tanto buio. Le candele sarebbero teoricamente proibite in quanto rilasciano sostanze nocive, però se non vuoi rifarti tibia e perone in un colpo solo contro il tavolo della cucina forse si può chiudere un occhio e accenderne magari una o due?!

Comunque, l’anno scorso ho inaugurato questa tradizione di “cena al buio”, con sapori nuovi da scoprire, ricette un po’ strambe accompagnate da un buon vino. Quest’anno ho deciso di ripetermi e di scegliere un ingrediente segreto da intrufolare un po’ ovunque: il matcha! Cos’è il matcha?! è tè verde in polvere, veramente delizioso!

Lo abbiamo scoperto in Giappone (quando impari che matcha=tè verde è fatta, con sushi e sashimi sei tranquillo che di stenti non muori!) e sembrerà strano ma è un tè verde con un sapore diverso da quello che vendono nelle bustine.


È un pochino più dolciastro come retrogusto, è davvero verde, e su internet potete trovarlo in varie ricette per gelati e tiramisu; quelle poche per “il salato” intriganti a sufficienza vorrei riproporvele qui sotto… e non pensate che stare in Australia mi abbia completamente rimbecillito le papille gustative!!!

Come antipasto ho scelto delle capesante fatte in padella con del burro al matcha. Easy: prendete del burro a temperatura ambiente e ci mettete un cucchiaino di matcha. Se riusciste a lasciarlo in frigo qualche ora prima di usarlo sarebbe meglio, ma se non avete tempo non fa nulla. Scaldate una padella, fate rosolare le capesante e quando sono pronte disponetele nelle conchiglie. Idealmente dovreste anche far rosolare della pancetta tagliata sottile e poi usarla come decorazione. Il contrasto salato-dolciastro è molto buono, e anche diverso va là!

Il primo è stato veramente difficile da trovare: alla fine ho optato per un risotto con pecorino grattugiato grossolanamente, cotto con brodo al matcha. Qui il difficile è stato il brodo: chi lo sa quando tè verde ci va?! ne metti troppo, diventa amarissimo, troppo poco e non prende il verde… insomma, tricky! Il risultato però non è stato tanto male, si può perfezionare però, in particolare usando del formaggio più morbido o dal gusto un po’ più consistente.
Una piccola considerazione: ho l’impressione che questo brodo verde potrebbe essere molto adatto nei risotti a base di pesce… non sempre si ha il tempo e potrebbe diventare una soluzione a cui ricorrere in casi di necessità. Appena mi si presenta l’occasione vi faccio sapere!

Il secondo non meritava molto quindi passerei al dolce, che invece sono sicura vi piacerà abbastanza: Mousse al cioccolato e Matcha!

Dosi per 2 (golosoni!)

Per la mousse al cioccolato:
100gr Cioccolato fondente
3 uova
25gr di burro
25gr zucchero

Far sciogliere lentamente il cioccolato con il burro a bagnomaria. Quando sciolto, togliere dal fuoco e lasciare da parte, mescolando di tanto in tanto per rendere il composto liscio e setoso(!). Separare le uova e aggiungere lo zucchero e due dei tre tuorli al cioccolato mescolando bene ed evitando che ci siano dei grumi. Montare a neve gli albumi e quando ben fermi incorporare il composto al cioccolato lentamente. Mescolare con un cucchiaio di legno, dal basso verso l’alto.
Sistemare la mousse nelle terrine e mettere in frigo.

Per la mousse al matcha:
200ml di panna
2 albumi
80gr di zucchero
2 cucchiai di matcha

Con delle fruste, mescolare bene la panna e lo zucchero, aggiungere il matcha e continuare a frullare fino a far sparire completamente ogni grumo. Montare a neve gli albumi e incorporare il composto verde lentamente, mescolando dal basso verso l’alto. Versare negli stampini sopra la mousse al cioccolato. Come aspetto somiglia a questo… non lo posso mostrare qui per questioni di copyright, per cui cliccate il link e guardate che meraviglia!

Consiglio: usate dei bicchieri o delle ciotole di vetro in modo che si vedano i due colori diversi. E’ davvero un contrasto simpatico. Potete decorare con delle scaglie di cioccolato o servire così, nature!
Ah, ho letto che il cioccolato bianco è anche molto buono in contrasto con il matcha, se provate fatemi sapere cosa ne pensate!

PS: le dosi per due sono decisamente abbondanti, dipende ovviamente che stampini avete e anche con chi vivete… credo che con delle piccole ciotoline possano venirne fuori tranquillamente un quattro. Divertitevi!

Prima Ricetta del 2009: Pancakes

Ingredienti per l’impasto:

  • 2 tazze di farina setacciata (così occupa più spazio nella tazza e ne usate di meno)
  • 2 e 1/2 cucchiaini di lievito (una bustina no?! vedi sotto la “piccola nota”!)
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1 uovo leggermente sbattuto a mano
  • 1 e 1/2 tazza di latte
  • 2 cucchiai di burro fuso

(piccola nota: in una ricetta inglese non c’è verso di avere avere le misure in grammi o litri: tazze, cucchiai e cucchiaini -o piedi e pollici, in altri contesti- sono dunque d’obbligo)
Preparazione:

buttate tutto nel mixer, quando il composto è pronto, buttate una mestolata in una padellina piccola (il diametro del pancake è tipicamente sui 10/15cm), fate dorare su ambo i lati, e via col secondo mestolo-pancake, fino a esaurimento scorte.
Consiglio: tenete i pancake pronti nel forno a 50/100° così non vi si freddano!

Guarnizione:

La ricetta classica vuole sciroppo d’acero e poco più (ad esempio panna fresca e fragole), ma è una cosa canadese, e in fondo è uno spreco, a meno di avere dello sciroppo d’acero da far girar la testa!

Il nostro consiglio è di andare direttamente sul sito del divino “Pancakes in the rocks” e copiare spudoratamente le ricette di questi geni del dolce, considerando che per i pancake neri dovete aggiungere del cacao all’impasto.
Tra l’altro -piccola chicca per turisti- questi signori del dolce sono anche uno dei pochissimissimi posti in Sydney ad essere aperti 24h su 24… da provare!

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  • Argomento: Ricette
  • Si torna alla tradizione del belpaese con un piatto che ci parla di baita e polenta, inverni freddi e camini scoppiettanti… qui -signori- è inverno pieno!

    L’idea di fondo è quella di imitare un ragù di selvaggina e farlo con un ingrediente che più australiano non si può!

    Ingredienti per un mangione e una persona:

    • 250g di paccheri di quelli bbboni: trafilati al bronzo e spessi spessi!
    • 1 scatola di pelati
    • 400g di filetto di canguro (si rimpiazza egregiamente con dello struzzo, molto più reperibile di quanto pensiate!)
    • 1 carota grande grande grande
    • 2 cipolle grandi
    • burro
    • olio (poco, di semi o di oliva… a scelta)
    • sale e pepe macinato fresco
    • mezzo bicchiere di vino rosso molto vecchio… praticamente deve essere diventato aceto!
    • TANTO TANTO tempo e pazienza!

    Preparazione:

    1. fare un soffritto con un bel po’ di burro, poco olio, la cipolla finissima e la carota a dadini… fatelo andare bassissimo per una mezz’ora buona
    2. intanto tagliate con un coltello affilato la carne a dadini appena più grossi della carota… è un lavoraccio, ma mezz’ora vi basterà!
    3. buttate la carne e alzate la fiamma… aspettate fino a che la carne non rilascia i suoi umori
    4. versate il vino, aspettate un 3 minuti così che l’alcool evapori, poi aggiungete la latta di pelati
    5. aggiungete del sale, coprite, abbassate la fiamma e… aspettate! Noi lo abbiamo fatto andare 8 ore… il canguro è piuttosto duro ed ha bisogno di tempo! Meno di 4 ore è inaccettabile… chiariamo!!
    6. a cottura ultimata, lasciate raffreddare il ragù e mettete dell’acqua (non salata) a bollire
    7. iniziate a riempire i paccheri col sugo come fossero dei cannelloni, e adagiateli su una padella (antiaderente è meglio!), coprite col sugo che avanza (se non ne avanza tornate alla voce “ingredienti” e controllate le dosi… giuro che avanza!!)
    8. cuocete i paccheri come fossero un risotto, ma girandoli uno ad uno di tanto in tanto con una forchetta. Aggiungete l’acqua bollente quando serve, e dategli almeno una volta e mezzo il tempo indicato sull’etichetta… è una cottura particolare che richiede più tempo, ma da soddisfazione!
    9. a fine cottura, se siete orgogliosi della qualità del burro che avete, e se amate questa tecnica, usatene una noce per mantecare il tutto…

    Ora dite quello che volete… sono ore e ore di lavoro, ma il risultato è da urlo! Accompagnateci un rosso corposo, e se vi avanza del sugo buttateci due porcini, e accompagnateli ad uno stinco di maiale al forno e un po’ di polenta… ‘na favola!!!

    Ah… un trucco molto importante: dopo un’ora o due sul fuoco, quando siete stufi o volete andare a letto, potete mettere il ragù in un coccio e far continuare la cottura in un forno a 120°… poco ortodosso, ma potete anche dormirci sopra!

    Buon appetito!

    Piccola Nota Postuma: questo articoletto era stato scritto in anticipo e publicato durante la vacanza… non siamo così pazzi da metterci a fare i paccheri in campeggio!!!

    Come promesso, ecco la ricetta delle Eggs Benedict! E’ per le domeniche mattine, quando vi svegliate tardi per la colazione e presto per il pranzo, il classico brunch insomma! E sono tanto buonine…

    Ingredienti per due persone:

    • 200gr prosciutto cotto tagliato sottile
    • 4 uova
    • 4 fette spesse di pane tipo Altamura (ma fatto con farina normale, a noi il pugliese non piace!)
    • salsa olandese (facilmente reperibile al supermercato, di una marca francese con l’etichetta nera… se ci ricordiamo bene!)
    • sale, pepe

    Preparazione:

    Mettere le fette di pane a scaldare nel forno a circa 120° e quando sono appena croccanti, aggiungere il burro a pezzettini sulle fette, reinfornare e lasciare al caldo. Mettere una padella sul fuoco con poca acqua e portare a ebollizione. Aggiungere un cucchiaino di sale e uno di aceto, per far sì che gli albumi rimagano compatti. Sgusciare le uova in una ciotola e quando l’acqua bolle, abbassare il fuoco e rovesciarle lentamente nella padella. Nel frattempo, togliere il pane dal forno, impiattare e adagiare il prosciutto sulle fette. Quando l’albume è omogeneo e non più trasparente, togliere delicatamente le uova dalla padella e appoggiare sopra il prosciutto. Cospargere il tutto di salsa olandese a temperatura ambiente e di sale e pepe macinato fresco, q.b. Accompagnare a piacere con pomodori o patate al forno, funghetti saltati in padella o insalata fresca condita.

    Alternative alla ricetta principale:

    Sostituire il prosciutto con del salmone affumicato, rucola e/o avocado come contorno.

    Succo d’arancia a volontà e buon appetito!

    Eggs benedict

    Questa volta abbiamo pensato di andare sul facile. Anche se forse solo sulla carta: la cosa difficile è la pasta frolla, fatta quella il resto è in discesa! Ecco qui, dosi per sei tortine anche se probabilmente vi avanzerà un sacco di impasto per fare dei biscotti… e per quelli potete sbizzarrirvi con le formine a forma di cuoricino o altro, qui è più facile trovare quelle a forma di canguro!!!
    Si parte!!!

    Per la pasta frolla:

    200gr farina
    90gr zucchero
    100gr burro
    1 uovo + 1 tuorlo
    1 pizzico di sale

    Per la crema:

    250gr di Mascarpone
    2 cucchiai di zucchero
    vaniglia

    Per decorare:

    lamponi
    marmellata di lamponi
    vino rosso da dessert

    Preparazione:

    Mettere gli ingredienti per la pasta frolla a fontana e cominciare a impastare fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Avvolgere con carta trasparente e far riposare in frigo per mezz’ora.
    Scaldare il forno a 160, nel frattempo imburrare e infarinare sei terrine piccole.
    Stendere la pasta fino ad ottenere uno strato sottile, adagiare nelle terrine e coprire con carta stagnola sistemando dei fagioli sulla base, per evitare che la pasta si gonfi.
    Infornare per 20 minuti, togliere dal forno e far raffreddare a temperatura ambiente.
    Nel frattempo, mescolare il mascarpone con lo zucchero e la vaniglia, lavare i lamponi e farli asciugare.
    Quando le crostatine sono fredde, decorare con la crema al mascarpone e mettere in frigo per qualche ora. Prima di servire, scaldare in un pentolino qualche cucchiaio di marmellata allungata con del vino dolce fino ad ottenere una crema morbida. Decorare le tortine con i lamponi, rimuovere dalle terrine e sistemare in un piatto. Decorare con la crema di lamponi e accompagnare con un bicchiere di vino dello stesso tipo usato per la cremina.
    Non abbiamo una foto, ma sono davvero uno spettacolo!
    Baci!!!

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  • Argomento: Ricette
  • Una ricetta facile, veloce (soprattutto se paragonata al Sushi!) e simpaticissima per passare una serata con gli amici!

    Ingredienti:

    • Tortillas (3 o 4 a testa, dipende da quanto siete affamati!)
    • Carne di manzo tritata o Pollo a cubetti
    • Pomodori tagliati a cubetti
    • Avocado
    • Formaggio che fonde tagliato a scaglie
    • Insalata
    • Salsa di pomodoro
    • Panna acida
    • A scelta: peperoni, fagioli, cipolle…

    Preparazione:

    Guacamole (salsa di avocado): comprare un avocado maturo e sbattere la polpa in una ciotolina finché il composto non diventa cremoso, ma non del tutto liscio. Aggiungere un cucchiaino di olio, sale, pepe e un goccio di limone (per evitare che la salsa diventi nera). Lasciare riposare in frigorifero. Non è la ricetta vera, ma è più semplice, fresca, e fa il suo dovere!

    Salsa di pomodoro: soffriggere cipolle tagliate grosse con poco olio, aggiungere la salsa di pomodoro e fare andare per una mezz’ora finché non è compatta (idealmente non deve essere acquosa altrimenti ammolla i burritos!), salare q.b. Qui ci sono varie possibilità: potete lasciarla così com’è oppure aggiungere paprika, peperoncino, peperoni, concentrato di pomodoro e tutto quello che nel vostro immaginario aiuterà a rendere il sughino più messicano!

    Carne: Soffriggere un po’ di cipolla in padella con poco olio. Quando le cipolle sono dorate, aggiungere la carne trita o il pollo e portare a cottura. Spolverare la carne con paprika, e un mix di spezie e salare. Variante: cuocere la carne insieme a peperoni verdi e/o rossi precedentemente lavati, svuotati dai semini e tagliati a cubetti.

    Contorno: fagioli. Far bollire i fagioli in una pentola. A cottura, scolarli, saltarli in padella e servirli in un piatto caldo.

    Panna acida (e qui sì che si va sul difficile): facilmente reperibile dalle nostre parti, al quanto complicata da trovare lì da voi. Secondo blog italiani, si può avere fortuna con una marca tedesca ma non so il nome quindi siamo punto e a capo. Per la preparazione: 500ml di panna, 1 cucchiaio di yogurt magro (non alla fragola o alla vaniglia, se no che schifo!!!) e qualche goccia di limone. Unire il tutto insieme e lasciare riposare per 24h. Ah, panna fresca, non quella preconfezionata per cucinare!

    Presentazione:

    Sistemare sulla tavola tutti gli ingredienti in ciotole e piatti diversi, avrete quindi: carne, avocado, salsa di pomodoro, pomodori a cubetti, insalata, fagioli, formaggio che fonde a scaglie, panna acida e ovviamente le tortillas.

    Posizionare la tortilla al centro del piatto e cominciare con gli ingredienti che più vi aggradano, secondo colore o gusto. Ricordare di mettere sempre un pochino di carne e almeno una salsina, in modo da ammorbidire un pochino le tortillas. Arrotolate e preparatevi a sporcarvi le mani, la faccia, i vestiti, la tovaglia… sarà un bell’intrattenimento!

    Una birra o un buon bicchiere di vino per completare il tutto!

    BUON DIVERTIMENTO E BUON APPETITO!

    Deb & Fabri

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  • Argomento: Ricette
  • La ricetta di gennaio – Sushi

    Questo mese ci dedichiamo ad un territorio per lo più inesplorato, qualcosa che stiamo ancora imparando a fare, e qualcosa che normalmente neppure un giapponese si prepara in casa!
    Intendiamoci: se volete del buon sushi, forse è meglio andare a mangiarlo fuori, però qualche pazzo potrebbe avere voglia di sperimentare e allora contiamo di avere le carte in regola per darvi una mano!

    Cominciamo dagli ingredienti per 2 persone un po’ affamate:

    • 2 tazze di riso giapponese, o comunque a grano cortissimo e poco amidoso (non il Roma, per intenderci!)… la “tazza” -quelle alte col manico- è l’unità di misura orientale del riso: una a testa, sempre! Dove trovarlo? Io non ne ho idea, magari qualcuno ci aiuta commentando…?
    • 1 alga secca (non indispensabile, diciamoci la verità: se proprio non la trovate sopravviverete egregiamente!)
    • aceto di riso q.b. …lo so, sono ingredienti difficili da trovare; qui potreste azzardare il cambio con un aceto di vino bianco molto delicato, ma non è così semplice… Dove trovarlo?! Provate Slunga, reparto etnico, se non ricordo male si sono attrezzati. Altrimenti c’è sempre Chinatown con i suoi supermercatini di prodotti locali, loro ovviamente!
    • sale e… zucchero! Q.b., ma non fatevi spaventare dallo zucchero: ci va, anche se da buoni italiani ci fa un po’ senso solo l’idea!
    • 1/2 bicchierino di sake, che è una parola che descrive una famiglia di distillati. Alcuni giapponesi mi hanno detto essere ricavato da un tubero simile alla patata, così io nel dubbio ho provato a sostituirlo con un paio di cucchiaini di vodka (che è più forte) con il risultato che nessuno si è lamentato, ma personalmente non ho provato una particolare sensazione di trionfo. Poi pare che la maggior parte dei sake siano ricavati dal riso, e quelli che mi hanno detto sta storia della patata sono dei pallonari… che farci!? Portatevi via il bicchierino di sake che vi offrono al ristorante…
    • pesce! Per iniziare vanno benissimo salmone e pesce spada crudi, che sono sapori familiari (ah… i carpacci…!), ma quando il vostro palato si abituerà potrete andare tranquilli sul tonno (favoloso) o sperimentare quello che più vi aggrada, incluse capesante, polipo e uova di pesce! Non prendete anguilla: non so bene perché, ma persino i giapponesi la cuociono (e ne vanno matti!), quindi io non mi azzarderei! Naturalmente il pesce deve essere superiperstrafreschissimo… non si risparmia -né rischia- su ‘ste cose!
    • salsa di soia (non indico la quantità tanto una bottiglietta la dovete comprare, e poi starà a voi decidere quanto usarne!)
    • ultimo il famoso wasabi! Ora sembrerà una bestemmia, ma un sacco di giapponesi sono d’accordo nell’affermare che a dispetto degli ingredienti completamente diversi, la senape inglese “hot” (“piccante”, anche se in modo diverso dal peperoncino) abbia un sapore simile. A me non piace nessuna delle due, pertanto non confermo né smentisco, ma se non l’avete mai provato andateci piano, che rischia di rovinarvi la cena!

    Ed ora eccoci a noi… la preparazione che è ancora più lunga (ma molto più semplice!) della ricerca degli ingredienti!

    1. lavate il riso! Sì signori, ché gli orientali ci prendono in giro che cuociamo il riso come fosse una minestra! Il riso va lavato più volte entro un recipiente, fino a che l’acqua che ne esce non sarà pulita. Può richiedere tempo, ma se c’è l’amido, il riso non prenderà mai quella consistenza appiccicosa che permette di fare il sushi, siete avvertiti!
    2. mettete due tazze abbondanti di acqua e l’alga in un pentolino, e versatevi il riso subito prima di accendere il fuoco. Quando bolle abbassate la fiamma al minimo, togliete l’alga e coprite. Moooooolto importante è non girare mai il riso, altrimenti non rimane appiccicoso. Fidatevi: leggete il tempo di cottura sulla confezione e quando il tempo di cottura scade spegnete la fiamma e lascatelo lì intanto che preparate il punto 3:
    3. scaldate leggermente l’aceto, e scioglietevi dentro lo zucchero e il sale. Quanto? Va a gusti, i giapponesi di Tokyo mettono più sale, quelli di Osaka più zucchero (…o era il contrario?!), in linea di massima direi di cominciare con metà del sale che mettereste nell’acqua del riso, e uguale quantità di zucchero, in tre cucchiai di aceto, poi svilupperete il vostro gusto personale! Aggiungete anche un cucchiaino o due di Sake mentre l’intingolo si scalda, anche qui: troverete da voi la quantità che più vi aggrada!
    4. togliete il coperchio al riso, e quando è molto tiepido versatelo in una ciotola (per tradizione è di legno, che assorbe e trasmette lentamente il calore, così non contribuisce alla scottura del riso che -ahimé- è molto facile da conseguire), e mentre si raffredda (di nuovo: per tradizione si aiuta il raffreddamento con un ventaglio, non credo faccia una grande differenza, ma era una curiosità che volevo scrivere!) giratelo con un mestolo di legno aggiungendo poco per volta l’aceto-sale-zucchero-sake tiepido. Alla fine il riso dovrà essere lucido, e per quanto mi riguarda l’aspetto è molto meno invitante di quello che fanno nei ristoranti: un pochino colloso… Probabilmente devo rinascere giapponese per capire cosa sbaglio!
    5. lasciate il riso in frigo per qualche ora, poi tiratelo fuori che va mangiato un pochino più vicino alla temperatura ambiente.
    6. qui iniziano i casini: fare le palline di riso! In teoria -in teoria!- se mettete le mani a bagno in acqua e ghiaccio molto spesso in modo che siano molto più fredde del riso, il riso non si attaccherà alle mani, e il gioco è fatto! In pratica non so, potreste provare a usare i guanti in lattice da chirurgo (li ho visti spesso sulle mani dei cuochi ai sushi train), o più semplicemente chiedere a qualcuno come si fanno gli arancini di riso senza trovarsi il riso appiccicato alle mani. Quando lo scoprite, per favore condividete la vostra conoscenza e salvatemi dall’esaurimento nervoso!
    7. mettete il pesce in freezer per 10/15 minuti, poi tiratelo fuori e col coltello più affilato che avete -che deve essere molto ma Molto affilato- tagliate il pesce a fette simil rettangolari della dimensione di un boccone piuttosto grande. Attenzione: se il coltello non è affilato, la pressione che ponete sul pesce per tagliarlo romperà la fibra muscolare e il pesce risulterà disdicevolmente molle. Inoltre il pesce va tagliato con un solo lungo movimento del coltello, scorrendo tutta la lama sulle carni. Una ennesima curiosità? Provate la stessa tecnica sulle cipolle: se riuscite a non farle “sanguinare”, dovreste uscire indenni -e illacrimati- dall’operazione!
    8. Ci siamo! In teoria dovreste spalmare un a microscopica pallina di wasabi sul pesce dal lato che andrà ad adagiarsi sul riso, versare della salsa di soia in una ciotolina, e se proprio siete incapaci con le bacchette, usate le mani per intingere i vostri gioiellini nella salsa di soia, ma solo dalla parte del pesce (quindi: capovolti!)

    Da buoni giappini invece potreste volere mangiare il tutto con le bacchette, e magari accompagnare con del sake freddo in tavola, o del the verde. Per il bon ton nipponico è assolutamente fondamentale non chinare mai la testa o il corpo sul cibo (lo considerano un modo animale di mangiare), ma invece stare dritti con la schiena tutto il tempo; stare molto attenti a quel che si fa con le bacchette (scambiarsi il cibo, imboccare, ecc potrebbero tutte essere pratiche incluse nel rituale funebre: meglio evitare!); girare le bacchette per prendere il cibo da un piatto comune (usando le code, quindi); ultimo: non esibirsi in ridicoli tentativi di mangiare il sushi a bocconcini… il sushi si mette in bocca tutto intero!

    Buon appetito, e soprattutto in bocca al lupo per la riuscita del piatto… fateci sapere!

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  • Argomento: Ricette
  • Abbiamo pensato di iniziare una nuova rubrica: la ricetta del mese. Cercheremo di publicare tutte e sole ricette a tema con il resto del blog: ricette con un che di esotico, o quantomeno un po’ estranee alla tradizione italiana… tutta roba che stiamo imparando stando qui, cucina asiatica, o quella che fa tanto moda chiamare “fusion”!

    Siccome le stagioni da queste parti sono invertite, vi sorprenderemo con ricette estive d’inverno e ricette invernali d’estate… chiamatelo dispetto se volete, ma in fondo non vi sarà difficile tornare a cercare la ricetta sul sito nella stagione giusta, e per noi non avrebbe molto senso scrivervi ora come preparare uno stufato indiano, considerato che non lo prepariamo da mesi!

    E allora incominciamo con la nostra prima puntata: la ricetta di dicembre che prevede una freschissima insalata estiva accompagnata da spicchi di pompelmo e noci tostate.
    Ingredienti per 2 persone:

    • 200 g insalata mista (incluse carote a julienne)
    • 14 gamberi grandi
    • 1 piccolo pugno di noci (non necessariamente intere)
    • 1/2 pompelmo
    • 4/5 cucchiai di crema di avocado*
    • una grossa noce di burro
    • sale quanto basta

    * Ingredienti per la Crema di avocado:

    • avocado maturo
    • cucchiaino di aceto balsamico
    • 1/2 bicchiere di latte
    • 1/2 cucchiaio di olio di oliva
    • 1/4 di spicchio di aglio
    • sale quanto basta

    Preparazione

    1. Passare al mixer tutti gli ingredienti per la crema di avocado e lasciare riposare almeno 1 ora in frigorifero
    2. Sgusciare, pulire e salare i gamberi, mescolarli e lasciarli riposare qualche minuto in una ciotola
    3. Scaldare bene una padella col burro e aggiungere le noci e i gamberi. I gamberi andranno girati una volta sola dopo un paio di minuti, per rimanere croccanti. Lasciare raffreddare nella ciotola per qualche minuto, mantenendo le noci separate dai gamberi.
    4. Sbucciare il pompelmo e tagliarlo a dadini come per una macedonia.
    5. Mescolare in una insalatiera l’insalata, i gamberi e la crema di avocado.
    6. Guarnire con il pompelmo e le noci.

    Consigli

    Si possono sostituire i gamberi con del maiale a dadini piccoli, o del pollo, anche se non è la soluzione ideale… se pensate che 14 gamberi grandi siano una spesa eccessiva da sprecare in un’insalata, venite in Australia a preparare questa ricetta nella sua versione originale: qui i gamberi possono costare anche meno del pollo!
    Se non vi piace il pompelmo, sostituitelo con dell’arancia o qualche altro ingrediente dal sapore acido, ma non eliminatelo del tutto: la crema di avocado al palato risulta piuttosto grassa (pur essendo di fatto assolutamente dietetica, visti gli ingredienti), pertanto il sapore stancherebbe molto presto se non contrastato efficacemente.

    Buon appetito, e ricordatevi di farci sapere cosa ne pensate quando la provate… anche se fosse ad aprile!!

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  • Argomento: Ricette