Attraverso lo Specchio

Avventure di due viaggiatori erranti nel regno di Oz

Archivio di novembre, 2007

Abbiamo pensato di iniziare una nuova rubrica: la ricetta del mese. Cercheremo di publicare tutte e sole ricette a tema con il resto del blog: ricette con un che di esotico, o quantomeno un po’ estranee alla tradizione italiana… tutta roba che stiamo imparando stando qui, cucina asiatica, o quella che fa tanto moda chiamare “fusion”!

Siccome le stagioni da queste parti sono invertite, vi sorprenderemo con ricette estive d’inverno e ricette invernali d’estate… chiamatelo dispetto se volete, ma in fondo non vi sarà difficile tornare a cercare la ricetta sul sito nella stagione giusta, e per noi non avrebbe molto senso scrivervi ora come preparare uno stufato indiano, considerato che non lo prepariamo da mesi!

E allora incominciamo con la nostra prima puntata: la ricetta di dicembre che prevede una freschissima insalata estiva accompagnata da spicchi di pompelmo e noci tostate.
Ingredienti per 2 persone:

  • 200 g insalata mista (incluse carote a julienne)
  • 14 gamberi grandi
  • 1 piccolo pugno di noci (non necessariamente intere)
  • 1/2 pompelmo
  • 4/5 cucchiai di crema di avocado*
  • una grossa noce di burro
  • sale quanto basta

* Ingredienti per la Crema di avocado:

  • avocado maturo
  • cucchiaino di aceto balsamico
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 1/2 cucchiaio di olio di oliva
  • 1/4 di spicchio di aglio
  • sale quanto basta

Preparazione

  1. Passare al mixer tutti gli ingredienti per la crema di avocado e lasciare riposare almeno 1 ora in frigorifero
  2. Sgusciare, pulire e salare i gamberi, mescolarli e lasciarli riposare qualche minuto in una ciotola
  3. Scaldare bene una padella col burro e aggiungere le noci e i gamberi. I gamberi andranno girati una volta sola dopo un paio di minuti, per rimanere croccanti. Lasciare raffreddare nella ciotola per qualche minuto, mantenendo le noci separate dai gamberi.
  4. Sbucciare il pompelmo e tagliarlo a dadini come per una macedonia.
  5. Mescolare in una insalatiera l’insalata, i gamberi e la crema di avocado.
  6. Guarnire con il pompelmo e le noci.

Consigli

Si possono sostituire i gamberi con del maiale a dadini piccoli, o del pollo, anche se non è la soluzione ideale… se pensate che 14 gamberi grandi siano una spesa eccessiva da sprecare in un’insalata, venite in Australia a preparare questa ricetta nella sua versione originale: qui i gamberi possono costare anche meno del pollo!
Se non vi piace il pompelmo, sostituitelo con dell’arancia o qualche altro ingrediente dal sapore acido, ma non eliminatelo del tutto: la crema di avocado al palato risulta piuttosto grassa (pur essendo di fatto assolutamente dietetica, visti gli ingredienti), pertanto il sapore stancherebbe molto presto se non contrastato efficacemente.

Buon appetito, e ricordatevi di farci sapere cosa ne pensate quando la provate… anche se fosse ad aprile!!

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  • Argomento: Ricette
  • L’imprevisto

    Un breve breve post per celebrare qualcosa che probabilmente non tutti hanno notato…!

    Una decina di giorni fa un utente che ha scelto di farsi chiamare Nicodocet ci ha lasciato un commento… noi eravamo in piena “trilogia” e non abbiamo voluto interromperla per darvi questa notizia, ma ora sì: quel Nicodocet non l’abbiamo mai visto!!!

    Abbiamo un po’ barato, ovvero: non è uno che si è imbattuto sul sito proprio per caso, ma dategli comunque il benvenuto!!!

    Guess Who’s Coming to Dinner

    Questa è succosa succosa… una storiella da ammazzarsi!

    Il titolo lo abbiamo rubato a Stanley Kramer, sempre per la nostra trilogia “Stay tuned”, e speriamo tanto che i Parper non sappiano mai di questa pagina, soprattutto considerando che lei -Louise- sa un po’ di italiano!

    Forse dovremmo fare un passo indietro e spiegare a chi non lo sapesse, chi sono i Parper. Sono una coppia di ragazzi inglesi che abbiamo conosciuto un paio di anni fa quando abitavamo nell’altro appartamento, erano i nostri vicini di casa! Lei inglese, lui di origini indiane, stanno insieme da un po’ di anni.

    A parte questo, continuiamo col dire che i Parper non si chiamano Parper, e poi saltiamo a pié pari tutta la storia nonostante ci sarebbero da raccontare alcuni esilaranti episodi di ordinaria follia… privacy rispettata, ci auguriamo! Del resto, noi abbiamo un ruolo in questa storia, e vi raccontiamo solo questa parte!

    Facciamo così: per darvi un’idea della coppia, vi rimandiamo al testo della canzone di Kate Nash “Foundations“, del tutto impersonale, ma racconta molto bene lo stato dei rapporti intersessuali in questo piccolo universo anglofono… ah, e tenetela d’occhio questa ragazza, a proposito!

    Dunque una bella entrata a sorpresa, ed ecco che i Senior-Parper -i genitori indiani di lui- fanno capolino al video citofono di casa Nostra: non dovrebbe sorprendere scoprire che è ora di cena!

    Prima regola: se invitate degli indiani a cena, fissate l’appuntamento con 20 minuti di anticipo per ogni persona invitata.
    Noi abbiamo una esperienza limitata a 4 persone fino ad ora, con un bel 100% di ritardatari cronici. Uno di loro andava molto oltre i 20 minuti, ma questi sono dettagli!

    L’idea di fondo era salvare la povera impaurita Miss Parper dalle fauci imferocite dei genitori di lui. Eravamo assolutamente pronti ad assistere ad una versione capovolta di “Indovina chi viene a cena”: lei, biondissima inglese del Worcherstershire, avrebbe avuto vita dura a farsi accettare dagli indiani genitori di lui, e lo sapevamo tutti… così Deb aveva offerto questa “terra di nessuno”, il territorio neutro del nostro appartamento, come occasione per conoscersi e permettere alla situazione di smorzare i toni che nelle previsioni erano nerissimi.

    Pronto in Tavola, 6 sedie, 6 bicchieri (cosa fondamentale -come avrete capito!), 6 persone; un tavolo semiovale, e le luci basse.

    Seconda regola: se invitate degli indiani a cena preparate agnello. Non è così semplice come sembra: niente mucca e sei apposto. Tutt’altro! C’hanno le minoranze loro, ma sono minoranze con magari un 30% di popolazione, quindi conviene saltare anche il maiale, che non si sa mai! Un piccolo inciso: l’agnello era assolutamente spettacolare, cotto in forno per più tre ore con una spruzzata di vino rosso qua e la… va beh, sto divagando, scusate, l’angolo delle ricette un’altra volta però proprio buono!
    La mamma sorride, il papà sorride, Mr. Parper Jr sorride, e anche Miss Parper -nel suo saree azzurro- …sorride!
    Ci hanno preso in giro tutto il tempo?!!

    No, pare che tutti i pregiudizi che dovevano esserci nei confronti della bionda inglesina fossero in qualche modo scomparsi anche se non sappiamo bene né come né perché! Abbiamo sopportato mesi di crisi isteriche, di lamenti, litigate perchè apparentemente lui non voleva comunicare ai suoi della ragazza con cui ha trascorso gli ultimi tre anni della sua vita, né dirgli che vivono insieme né che, urca urca, è inglese!!!

    Ora voi vi starete chiedendo, loro, i genitori, dove vivono, cosa fanno?! Beh, vivono entrambi in Inghilterra, da una trentina d’anni, lavorano entrambi ma la capa famiglia parla a mala pena l’inlgese. Lo capisce un pochino ma non lo parla. Devo dire che l’intera situazione prende dei connotati grotteschi!

    Quindi morale della favola è che la storia per fortuna non si ripete: la cena non si è trasformata in un incubo per la povera miss Parper, non dovrà dimostrare sopra ogni cosa che merita di condividere la propria esistenza con il figliol prodigo e tutti vivranno felici e contenti!!! Beh, io un po’ di drama lo avrei voluto… in pieno stile Dynasty per dire! Sarebbe stato molto più divertente… Va beh, sarà per la prossima volta!!!

    A questo punto però la domanda nostra, la radice, il motivo per cui vi abbiamo portato fino qui è sapere: ma voi… Voi cosa avreste fatto foste stati in lei?!!

    Per ora vi salutiamo, e alla prossima trilogia! Wink

    D.F

    The imperial holes (aka The Rocks)

    CIAOOOOOO!!!!!
    Abbiamo da portare avanti la trilogia di “Stay Tuned”, e allora abbiamo scelto questo titolino un po’ così… internazionaleggiante, direi!
    Quest’oggi facciamo un po’ di cultura… vabbeh: per quel che posso fare…!

    The imperial holes (che nessuno mai si sognerebbe di tradurre come “fori imperiali”, ma piuttosto con un alquanto ambiguo “buchi imperiali”), è il nostro modo scanzonato di chiamare The Rocks, il quartiere storico di Sydney che si estende dar pontaccio giù fino ar porto.

    …forse una piantina può aiutare, eh?!


    Visualizzazione ingrandita della mappa

    La prossima domanda potrebbe essere una delle seguenti:

    1. com’è che vi siete accorti di sta cosa dopo 2 anni che vivete lì?
    2. ma che ce frega ma che c’emporta?! [nel qual caso ci complimentiamo: siete perfettamente entrati nell'atmosfera romaneggiante dell'articolo!]

    Dunque dunque dunque, una premessina è d’obbligo: a Sydney hanno cambiato sindaco; hanno scelto una donna (W il girl power!), e questa tizia -ci pare- ci sta dando un po’ dentro per convincere la gente che Sydney non è soltanto Opera House e er pontaccio.
    Come risultato The Rocks si è inventato questa cosa dei “Mercatini sotto le stelle” (in realtà “Markets in the moonlight”), con musica dal vivo, un sacco di gente, birra a fiumi come da tradizione Australe, e discutibili panzerotti turchi di spinaci e carne trita.

    Facendo un salto indietro dovremmo tornare alla fine del XVIII sec., quando i primi coloni stabilirono qui uno dei primi insediamenti, che presto prese la fama di essere una baraccopoli frequentata da marinai e prostitute (…com’è che finisco sempre a parlare di ‘ste cose io?!!?!?). Le cose poi sono anche andate a peggiorare, quando i “Rocks Push” hanno preso controllo del quartiere verso la fine del 1800. Si trattava di una gang di criminali che ha poi dato il via al “Sydney Push“, un movimento pseudoculturale (pur sempre di ispirazione criminale, beninteso!) che si è spento soltanto verso l’inizio degli anni ’70!
    … solo in Australia!

    Ricordando che l’intero continente era stato inizialmente concepito dall’Inghilterra come una immensa prigione all’altro capo della terra… non dovrebbe destare stupore l’influenza che la criminalità ha avuto nella sua pur breve storia. C’è una discreta serie di bande criminali che sono ricordate, o addirittura celebrate con un certo orgoglio, ma avremo tempo di parlarne in futuro!

    Ma torniamo a noi!

    Poichè The Rocks era e rimane una delle pochissime testimonianze degli albori della storia australiana, nel 1920 hanno ben pensato che valesse la pena raderne una discreta porzione al suolo per mettere in piedi er pontaccio, altrove ricordato come Harbour Bridge.

    … ora… divagazione più divagazione meno, sull’Harbour bridge ho una chicca che avevo scritto a qualche amico mesi e mesi fa… abbiate pazienza qualche riga ancora! Lo hanno ultimato nel 1932, belli e convinti di avere finalmente dalla loro un bel simbolo di superiorità a livello mondiale… tutti orgogliosi! Me lo vedo -sapete?- il sindaco alla cerimonia inaugurale…

    - Cari concittadini, siamo qui riuniti per celebrare il simbolo del…

    - Sior sindaco… sior sindaco.. senta…

    - Che c’è?! Mollami che è un momento solenne… Siamo riuniti -dicevo- per questa cerimonia di apertura dell’Harbour…

    - Sior sindaco… sior sindaco… è imp…

    - Ti ho detto di lasciarmi lavorare… accidenti, la vuoi capire che finalmente abbiamo un simbolo per la nazione?! L’apertura dell’Harbour bridge che è stato costruito con orgoglio ed è

    - Sior sindacooo

    BANG BANG

    - L’apertura del ponte a una navata più lungo del mondo!

    - Si-or sindaco… ci … hanno fre-gati gli a-me-ricani… di se-ssan-ta centimetri…

    Ecco… non so bene come voi la vediate, ma io è così che la immagino! All’ultimo momento -e dico seriamente all’ultimo momento!- 60 centimetri possono fare la differenza!
    …e non è la trama di un film a luci rosse per ottimisti!

    Siamo dunque finalmente agli anni ’60, quando abbiamo l’ultimo -fallito- tentativo di radere al suolo questo piccolo angolo di storia; da allora pare proprio che l’Australia abbia smesso con questa storia, e così il quartiere è rimasto intatto fino ai giorni nostri!

    Per concludere brevemente una lunga storia iniziata oltre 2 secoli fa, lo scorso weekend noi ci siamo potuti godere un breve scampolo di questo concertino gratuito, oltre ai nostri terribili panzerotti turchi, ma la cosa simpatica è stata la compagnia di una coppia di nuovi amici provenienti dagli altri due continenti dell’emisfero australe. La serata è stata carina: è sempre interessante conoscere gente che viene da così lontano, con storie così diverse, ma in fondo -bisogna ammetterlo- era tutta una scusa per raccontare un po’ del posto dove viviamo, un po’ di questa città e di questo Paese che a volte ricorda tanto la nave di Novecento: la gente che ci nasce finisce per pensare che non ci sia bisogno di pucciare il naso fuori: tanto è il mondo che passa di qui…

    Saluti gente, alla prossima!

    Melbourne Cup

    Dunque dunque… dovete sapere che ogni anno, il primo martedì di Novembre, ha luogo questo importantissimo evento, si tiene in Melbourne -ovviamente- e una nazione intera si ferma. Non è vacanza ma i telefoni non squillano, nessuno scrive email o lavora, tutti fingono di interessarsi a ciò che accade nel mondo con un unico pensiero fisso: la Melbourne Cup. Ora, che cup è?! Una corsa di cavalli… 30 secondi di adrenalina pura! Al pari di un Palio di Siena, diciamo, in cui però a farla da padrone sono molto più i cappellini con le piume, i vestiti costosi e, diciamolo, l’alcohol che scorre a fiumi. Come citato sopra, nessuno lavora, tutti si incollano davanti alla televisione intorno alle 3 del pomeriggio quando la gara parte ma la cosa ha inizio molto prima. I vestiti perfetti, il trucco curato, le scarpe con il tacco, il portafoglio pieno per puntare sul cavallo vincente: non c’è tempo per mangiare, si corre al pub più “in” della città e con grande sorpresa (?!) sono già tutti ubriachi!! La festa ovviamente prosegue anche dopo la fine della gara che a questo punto è evidente essere la cosa meno interessante: se sei poco incline a scolarti una bottiglia di vino in meno di un’ora, passi per un tipo sospetto. Se poi lasci la festa alle 6 perché ti piace l’idea di avere una vita a cui tornare ricordandoti ancora dove abiti, allora sei proprio di un asociale da segnalare ai servizi sociali!

    Ma almeno posso dire di aver sempre e comunque ricordato il mio nome, perché sono, quando e soprattutto come sto andando… anche se dove non lo so!

    Ah, e in barba a tutto ho vinto 50$ estraendo un bigliettino a caso che mi assegnava un cavallo… Purple Moon! Metà sono andati in parcheggio, porca miseria…
    A presto bimbi belli, non ricordo gli altri argomenti ma sicuramente arriveranno presto nuovi ed esilaranti racconti dalla vita a testa in giù!

    Baci,

    Deb

    Stay tuned…

    Sono tempi grami nella terra di Holly Valance: il lavoro ci tedia, il clima ci inumidisce, e il blog ci rimane bianco candido da ormai più di una settimana… colpevoli, sì, lo ammettiamo.

    Ma -…ma!- abbiamo grandi prospettive per il futuro…

    1. La Melbourne Cup (il palio di Siena di Melbourne)
    2. The Rocks (i fori imperiali di Sydney)
    3. Indovina chi viene a cena? (Sidney Poitier de noiartri)

    Accadrà tutto a breve: promesso… quindi stay tuned!

    …state tonnati!